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“LA STAMPA” (redazione di Vercelli) Sabato 25 settembre 2004
“UN LIBRO CHE RACCONTA IL MONDO DI ANDREA”
-Si intitola “Crescere con Andrea” ed è un libro che racconta una storia vera e l’amore di due genitori per il proprio bambino disabile. Andrea, che ora ha 15 anni, ha cominciato a star male nel suo secondo anno di vita ed è il padre Adriano Greppi a narrare l’incontro con una realtà drammatica e sconosciuta. Nel testo ( Edizioni Mercurio) vengono ripercorsi gli anni vissuti con angoscia ma allo stesso tempo anche con serenità. E ieri la presentazione in Seminario è stata seguita da un pubblico attento e numeroso. La professoressa Paola Cerruti Mainardi ha parlato di un libro prezioso che offre importanti spunti di riflessione: “Con amore e con impegno si ottengono risultati insperati”.
Il dottor Guido Pastore ha sottolineato: “Crescere con Andrea” è un libro bello, ricco di insegnamenti: un testo per tutti. Andrea è un bambino speciale, circondato dall’amore immenso dei suoi genitori.
Il dottor Andrea Dondi della fondazione Ariel di Milano ha parlato, infine, di una “famiglia con grandi risorse”.
Adriano Greppi narra tutte le tappe in un mondo dimenticato dai più, regalando consigli utili ma lasciando spazio pure ad episodi scherzosi: si raccontano le nuove terapie e l’incontro con i delfini; si parla di angoscia ma anche di comunicazione. Un libro da leggere subito.
“LA SESIA” (bisettimanale di Vercelli) Martedì 28 settembre 2004
“LA GRANDE VITTORIA DI ANDREA – un ragazzo, la lunga malattia, la sua tenacia”.
- Esistono libri il cui valore trascende quello puramente letterario, ma assume quello più concreto di testimonianza, di finestra aperta su un mondo più o meno sconosciuto al lettore.
“Crescere con Andrea” (Edizioni Mercurio, Vercelli 2004) è uno di questi. L’autore è un padre, Adriano Greppi, e l’esperienza che ha scelto di condividere è quella di una famiglia catapultata, vero e proprio fulmine a ciel sereno, in un universo sconosciuto e terribile, quello delle malattie per cui non esistono un nome, una causa, una cura.
Andrea nasce quindici anni fa, ed è un bimbo sano ed allegro. Durante il suo secondo anno di vita incominciano a manifestarsi i primi misteriosi cambiamenti che comporteranno gravi deficit fisici e cognitivi e porteranno un bambino alla nascita “normale” a rientrare nel novero degli handicappati gravi.
Inizia così la lunga odissea di un bambino e dei suoi genitori, una straordinaria storia di tenacia e risolutezza che ha portato Andrea ad ottenere miglioramenti insperati e quasi incredibili agli occhi degli stessi specialisti.
Il libro è stato presentato venerdì 24 settembre nell’Aula Magna del Seminario alla presenza dell’autore e di specialisti, alcuni dei quali co-protagonisti della vicenda di Andrea. Ad aprire gli interventi Paola Cerruti Mainardi primario emerito di genetica clinica dell’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli.
“La storia di Andrea, ha detto, ci mostra come da una situazione difficile sia possibile ottenere risultati insperati, gioia e gratificazione, ed è preziosa non solo per i genitori che si trovano nella stessa situazione, ma anche per chi ha figli sani, per riflettere su una fortuna che non sempre ci si rende conto di avere”.
Guido Pastore è il pediatra che segue Andrea dalla nascita: “L’impegno che questi bambini così speciali richiedono è enorme, e nel caso dei genitori di Andrea è totalizzante. Questo grande amore mi ha scosso e mi ha insegnato molto, è una vera e propria spinta a non accettare le sconfitte e a lottare sempre”.
In chiusura Andrea Dondi della fondazione “Ariel”, che si occupa del sostegno psicologico a famiglie con situazioni di disabilità: “Questo libro è un vero e proprio manuale di fiducia, che parla della vita con la “V” maiuscola: ci sono amore, dolore, sgomento, caparbietà….. solo una cosa manca, la rassegnazione”.
Ed a prendere la parola, dopo Lorenzo Proverbio delle “Edizioni Mercurio”, è stato lo stesso Adriano Greppi.
“Quello che ho cercato di fare, ha detto, scrivendo in magniera semplice ed accessibile a tutti, è in primo luogo aiutare chi vive una condizione come la nostra a capire tutto quello che c’è da affrontare, sia a livello fisico che psicologico. Ho voluto divulgare la nostra esperienza senza cadere in cliché strappalacrime, ma semplicemente narrando il percorso che ha portato Andrea ad esprimere la propria personalità e sensibilità tramite la comunicazione facilitata, un successo che ha premiato anni di duro lavoro. In questi anni mia moglie Elvezia ed io siamo davvero cresciuti insieme a lui, ed è sempre bastato un suo abbraccio o un suo sorriso a farci andare avanti”.
“IL CORRIERE EUSEBIANO” (settimanale di Vercelli) Sabato 09 ottobre 2004
“PRESENTATO “CRESCERE CON ANDREA” UN LIBRO SCRITTO DA ADRIANO GREPPI” - L’esperienza di una coppia di fronte alla malattia del figlio.
- E’ stato presentato venerdì scorso in Seminario il libro di Adriano Greppi “Crescere con Andrea”, che racconta l’esperienza di una coppia di genitori dalla scoperta della malattia del figlio dopo il primo anno di vita, alla ricerca di una via di comunicazione per entrare nel suo mondo interiore e stabilire un contatto. Ospiti illustri come Paola Cerruti Mainardi, già primario di pediatria a Vercelli, Guido Pastore, pediatra, Andrea Dondi, psicologo della fondazione Ariel di Milano, hanno sollecitato la lettura del volume che racchiude un’esperienza preziosa non solo per altri genitori in difficoltà, ma per tutti i genitori alle prese con i propri figli, operatori sociali, educatori, professionisti e avvicina in modo semplice e naturale al mondo dell’handicap. Non un diario né un racconto per suscitare compassione, piuttosto il desiderio di far fruttare l’esperienza vissuta: certamente nella sofferenza, mai nella disperazione. Una storia d’amore che può far bene a tutti.
“NOTIZIA OGGI” (settimanale di Vercelli) Lunedì 25 ottobre 2004
“CRESCERE CON ANDREA: LA STORIA DI UN PICCOLO DISABILE SPOPOLA IN TUTTE LE LIBRERIE”. “Il libro di Adriano Greppi letto in classe”.
- A un mese dalla presentazione il libro di Adriano Greppi “Crescere con Andrea” è entrato nel cuore della vercellesità. “ Mi fa piacere che sia stato distribuito in tutte le librerie ed in molte anche esposto in vetrina” sottolinea con un pizzico d’orgoglio lo stesso autore. Il libro, splendido, narra la storia vera della famiglia dell’autore, papà di Andrea, disabile, che si trova a dover affrontare una vita nuova piena di difficoltà di fronte a realtà sconosciute ma supportata dall’amore per il proprio figlio.
Oggi questo volume sta diventando un punto di riferimento nel mondo scolastico, soprattutto all’Istituto Comprensivo Ferrarsi, la scuola frequentata da Andrea. “Di ciò ringrazio la dirigente Renata Grezzi, aggiunge Greppi, alla scuola media qualche insegnante legge qualche brano del libro in classe”. Si sono interessati della pubblicazione anche alcuni giornali nazionali e riviste mensili specializzate: “ Forse perché il libro fa riflettere sui veri valori della vita, sottolinea l’autore, definirlo bello è forse un po’ presuntuoso, certo tra sentimenti di stupore ed ilarità fa trasparire come la nostra famiglia non si sia mai rassegnata. Per questo abbiamo voluto pubblicarlo, per diventare un punto di riferimento per quelle altre famiglie che, nelle nostre stesse condizioni, vivono in situazione di isolamento e disorientamento. Anch’io all’inizio ero refrattario all’handicap, adesso voglio mettere a disposizione degl’altri la mia esperienza”.
Adriano Greppi ribadisce l’importanza della scuola: Durante la presentazione avvenuta lo scorso 13 ottobre di fronte ai docenti, l’autore non ha esitato a definire l’Istituto come la “seconda casa di Andrea” (oggi il giovane frequenta la scuola secondaria di 1° grado).
“L’augurio di tutti i docenti, sottolinea con dolcezza la dottoressa Grezzi, è che Andrea, un individuo speciale, un “angelo”, possa trovare finito il corso di studi nel nostro istituto comprensivo un’altra “casa” adatta per il suo percorso nella vita”.
Il volume sarà presentato il prossimo 20 novembre a Novara, quindi il 4 dicembre al Ricetto di Candelo in occasione della locale fiera del libro.
“LA SESIA” (bisettimanale di Vercelli) Martedì 26 ottobre 2004
Gli insegnanti del Comprensivo Ferraris
“ANCHE LA NOSTRA SCUOLA E’ CRESCIUTA CON ANDREA”
- Il 13 ottobre i docenti del nostro Istituto Comprensivo si sono riuniti per trattare numerosi punti all’ordine del giorno del collegio docenti e, accanto al nuovo dirigente scolastico Renata Grezzi, abbiamo pure avuto il piacere di vedere Adriano Greppi, papà del nostro alunno Andrea.
Il sig. Greppi, invitato dal nostro dirigente scolastico, ha illustrato, in modo toccante, il libro da lui scritto “Crescere con Andrea” già conosciuto da alcuni di noi che avevano partecipato alla presentazione ufficiale in Seminario.
Come papà, il signor Greppi ha detto che il nostro Istituto è per Andrea una seconda casa, perché questo ragazzino ha trascorso qui gli anni gli anni della scuola dell’infanzia, della scuola elementare ed ora frequenta da noi la scuola secondaria di primo grado.
E’ bello sentire dire da un padre di un ragazzo come Andrea che “la scuola è la sua seconda casa”. Vuol dire che coloro che hanno operato e operano nell’istruzione scolastica, senza perdere il ruolo loro affidato, hanno contribuito alla formazione di un individuo speciale, “un piccolo angelo”.
Adriano Greppi con la presentazione del suo libro, ci ha permesso di riflettere ancora una volta sulle nostre capacità, sulle nostre professionalità. L’augurio che tutti noi docenti facciamo ad Andrea è che possa trovare, finito il corso di studi nel nostro istituto, un’altra “seconda casa” che lo aiuti a continuare il suo percorso nella vita.
“www.disabili.com” (il sito web dei disabili italiani) Novembre 2004
“CRESCERE CON ANDREA”
Adriano Greppi
Anno 2004 - Euro 12,00 - N. pagg. 141
Edizioni Mercurio.
Questo libro narra una storia vera, una storia che, purtroppo, potrebbero raccontare molte famiglie, non sempre con un lieto fine. Il libro scritto dal padre di Andrea racconta lo sconcerto iniziale di due genitori che, ad un tratto, si vedono sconvolgere la vita, fino a quel momento regolare, dal figlio che, nel secondo anno di vita, si trasforma. In breve tempo si vedono catapultare in un mondo dimenticato dai più, quello dell’handicap, e qui si trovano a dover affrontare le problematiche più disparate, scontrandosi non solo con una realtà sconosciuta, ma anche con necessità particolari che, a volte, nemmeno le persone considerate esperte riescono a comprendere. Non dimenticando mai l’amore per il proprio figlio e la continua ed estenuante ricerca d’aiuto. E’ senz’altro un libro vero, ma non crudo, che mette in risalto i tratti positivi e negativi delle persone e, in punta di piedi, cerca di far conoscere questo mondo un po’ dimenticato, non mancando di dare utili consigli e lasciando spazio anche ad episodi ilari.
“LA STAMPA” (redazione Nord-Ovest) Domenica 16 gennaio 2005
Le Edizioni Mercurio hanno dato alle stampe una storia vera, scritta da Adriano Greppi.
Racconta di una coppia di genitori che quando il figlio ha due anni “si vedono sconvolgere la vita, fino a quel momento regolare” Vengono catapultati nel mondo dell’Handicap. “Qui si trovano ad affrontare le problematiche più disparate, scontrandosi non solo con una realtà sconosciuta, ma anche con necessità che, a volte, neanche le persone considerate esperte riescono a comprendere”.
Sono 142 pagine che si leggono di filato Mai crude, ma sincere come quelle che solo un padre può scrivere narrando del proprio figlio.
“SORRISI E CANZONI TV” N° 9/2005
“Storia Vera”
Crescere con Andrea – di Adriano Greppi, Edizioni Mercurio, 141 pagine.
La testimonianza della vita vissuta accanto ad Andrea narrata dal padre. A cominciare dallo sgomento nello scoprire che, un figlio nato sano, diventa un handicappato a causa di una malattia sconosciuta. Un libro che racconta la tenacia, i sacrifici, lo sconforto e le gioie, ma soprattutto il grande amore che spinge due genitori a tentare di tutto nel nome del figlio.
“ MESSAGGERO DI SANT’ANTONIO” Aprile 2005
Questo libro è il contributo d’amore di un padre verso il proprio figlio, Andrea, un ragazzino handicappato che oggi ha 15 anni. Non ha pretese letterarie, ma si fa apprezzare per la sincerità, la passione e la forza con cui Adriano racconta l’esperienza sua e di sua moglie Elvezia. Difficoltà, tensioni, sacrifici, problemi enormi e piccole conquiste quotidiane. Sempre con la consapevolezza che Andrea cresceva e, crescendo, insegnava molto anche ai genitori. Un libro che è autentica condivisione e che sprona medici ed insegnanti a cercar di migliorare la vita di questi ragazzi.
“NOTIZIE” (settimanale della Diocesi di Carpi) Domenica 8 maggio 2005
“Sinfonie di suoni e visioni: immagini e parole sulla disabilità ”
“MA QUANTA VITA C'E'!”
Tre sere insieme e scoprire, quando meno te l'aspetti, che proprio là dove la vita ਠstata avara e le difficoltà non mancano, “si conserva tenerezza e voglia di vivere” in abbondanza. Cosଠਠstato in occasione del ciclo di incontri dal titolo “Sinfonie di suoni e visioni” dedicato alla disabilità , promosso dal settore handicap dell'Assessorato alle Politiche Sociali, ideato dalla dott.ssa Sabrina Tellini e dalla psicologa Nadia Bonamici, coordinatrice dei gruppi di auto-aiuto. Un percorso seguito con interesse anche da Cinzia Caruso assessore alle Politiche Sociali, che ha voluto confermare a tutti i partecipanti, per la maggior parte genitori ed operatori del settore, l'impegno dell'amministrazione non solo nella costante qualificazione dei servizi, ma anche nel mettere in campo tutto quanto possibile ed utile per sostenere ed accompagnare le famiglie con interventi mirati.
I primi tre appuntamenti del mese di aprile hanno visto come protagonisti gli autori di due libri (Denio e Crescere con Andrea ed un film assai noto, Le chiavi di casa di Gianni Amelio. “Crescere con Andrea” ਠil titolo del primo libro presentato il cui autore ਠAdriano Greppi, il papà di Andrea, il bambino ora quindicenne di cui si raccontano i primi dodici anni di vita. Sono pagine di vita quotidiana che hanno un chà© di avventuroso che avvince sin dalle prime battute a causa della misteriosa malattia di Andrea, il cui esordio non ਠstato alla nascita ma soltanto un anno dopo quando la crescita del bambino nulla poteva far presagire. Inizia cosଠuna corsa a tappe alla ricerca di una diagnosi e parallelamente una vita che deve continuare per Andrea e tutti coloro che gli stanno intorno. Un racconto semplice però schietto, che suscita ammirazione per questi genitori e fa venire la voglia di combattere su tutti i fronti per assicurare ai bambini ed agli adulti che si trovano in situazioni di difficoltà o “speciali”, ogni opportunità di cui hanno diritto, a cominciare dalla salute e dall'istruzione. E' qui che, oltre alla professionalità degli esperti di turno si misura, l'umanità intesa come capacità del professionista di entrare in sintonia con Andrea e con i genitori. In una parola “il farsi carico”, “il prendersi cura”.
“L'APICE” (periodico in distribuzione gratuita dell' Associazione Piemontese Contro l'Epilessia) Giugno 2005
“CRESCERE CON ANDREA”
di Adriano Greppi edito da Edizioni Mercurio.
E' un libro scritto dal padre di Andrea e racconta la storia di una famiglia che all'improvviso si vede sconvolta la vita; il figlio dal secondo anno di vita inizia ad avere problemi che si aggravano di giorno in giorno. Grazie tuttavia alla tenacia dei genitori ed alla collaborazione di persone di grande professionalità Andrea ha avuto notevoli miglioramenti.
Un libro che si legge velocemente, molto interessante, di grande aiuto, tante pagine di una storia vera scritta con parole sincere, quelle che solo un padre può scrivere narrando del proprio figlio.
“Il Bollettino Salesiano” (mensile fondato da S. Giovanni Bosco) Luglio/Agosto 2005.
UN LIBRO DA CONOSCERE
Ecco un libro che può rivelarsi di grande utilità per quei genitori che hanno un figlio disabile. Dice l'autore, lui stesso padre di un disabile, che coloro che devono occuparsi di questo problema hanno bisogno di un bagaglio d'informazioni e di un supporto psicologico ben maggiori.
Il volume colma dunque una lacuna presente in questo campo: è fatto di consigli, di informazioni, di esperienze maturate sul campo. Adriano Greppi, exallievo salesiano, si batte perché la società accetti a pieno titolo questi ragazzi "diversamente abili", e sappia inserirli nei suoi gangli vitali, all'insegna del “dare di più a chi ha avuto di meno”, come ha detto il Rettor Maggiore dei salesiani don Chà vez.
“IL CORRIERE VALSESIANO” (Varallo) Venerdì 18 Novembre 2005.
“CRESCERE CON ANDREA”, UN’ESPERIENZA IMPORTANTE

Il senso pieno della vita
Noi allievi della IIª C della scuola media di Varallo abbiamo avuto nei giorni scorsi la fortuna di conoscere una persona interessante come Adriano Greppi,autore del libro “Crescere con Andrea” in cui racconta la vita sua e di sua moglie con il loro figlio Andrea che, dall’età di un anno e mezzo , ha manifestato i sintomi di un grave handicap. Noi abbiamo capito diverse cose. Inanzitutto che esiste la condizione di persone con handicap fisico o psichico, che non possiamo ignorare e che dobbiamo rispettare perché sono portatori di amore e di sentimenti puri, come non se ne conoscono in una società egoista. Andrea ha dato ai suoi genitori, che con tanta fatica lo hanno voluto far crescere, la possibilità di crescere anche loro in una maniera commovente verso il senso pieno della vita.
Grazie a papà Adriano ed a tutti quelli che lo accompagnavano per l’opportunità che ci ha dato di partecipare all’incontro. D’ora in avanti guarderemo con attenzione e rispetto a quelli che sono diversamente abili da noi. Anche noi siamo cresciuti un po’ con Andrea, che è nostro coetaneo e che oggi va a scuola anche lui.
“IL CORRIERE EUSEBIANO” (settimanale di Vercelli) Sabato 19 novembre 2005.
PUBBLICAZIONI / Gioie e fatiche al fianco di un figlio disabile.
L’esperienza dei genitori di Andrea presentata ai ragazzi delle medie.
Venerdì 11 novembre, Adriano Greppi, il papà di Andrea, un bambino che all’età di un anno subì una “metamorfosi” che lo cambiò profondamente, ha dedicato tutta la giornata a Varallo. L’idea dell’incontro era nata circa un anno fa, a seguito della donazione alla biblioteca varallese del volume “Crescere con Andrea”, l’esperienza di due genitori che si sono battuti per veder riconosciuti elementari diritti al figlio, che ora frequenta il primo anno di un Istituto tecnico vercellese e che, grazie a cure mirate ed all’intervento di specialisti, ha sviluppato le sue potenzialità, arrivando ad esprimersi e a comunicare.
Grazie all’interesse dimostrato dalla dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo varallese, Patrizia Rizzolo, Adriano Greppi con Simona Arminio, psicologa e psicoterapeuta della Fondazione Ariel di Milano, Lorenzo Proverbio, rappresentante delle Edizioni Mercurio, la casa editrice vercellese del libro, Paolo Grandi, presidente dell’Anffas Valsesia e Marilisa Sasselli, del Centro libri punto d’incontro di Varallo, hanno incontrato gli alunni delle classi seconde delle scuole medie cittadine. Nel raccontare la sua esperienza di padre, l’autore ha saputo coinvolgere i ragazzi che gli hanno rivolto numerose domande. Il libro è stato acquistato dalla scuola e verrà letto nelle classi e commentato, per approfondire il discorso sulla “diversità” e preparare gli allievi al confronto ed alla civile convivenza e comprensione.
Di sera, invece, al centro giovanile Pastore, con l’ausilio di un filmato, Adriano Greppi ha raccontato la propria esperienza, come incoraggiamento ed aiuto a chi si trova in situazioni analoghe, ma soprattutto rivolgendosi a chi è più fortunato: « per non ignorare l’esistenza di persone che devono subire pesanti limitazioni e condizionamenti ». Il libro rispecchia un percorso familiare: non è un cliché né un comodo vademecum, perché ogni storia è un “unicum”, ed ognuno deve cercare la propria strada.
La serata è stata coordinata da Rosa Angela Canuto, presidente del Centro libri punto d’incontro. Paolo Casagrande, assessore alla cultura della Comunità Montana Valsesia, è intervenuto ringraziando per l’iniziativa, volta ad accrescere il senso di accoglienza della diversità ed a confrontarsi sulle problematiche delle famiglie nel vivere la disabilità, evidenziando le difficoltà e le carenze riscontrate nelle istituzioni, anche a causa delle risorse sempre più limitate.
Adriano Greppi ha concluso augurando ad Andrea ed a tutti coloro che vivono esperienze simili un futuro sereno, in cui siano accettati come persone e inseriti nella società. « I piccoli miracoli – ha concluso Paolo Grandi, presidente dell’Anffas Valsesia, avvengono quando uno ci crede fino in fondo: così è stato con la comunità alloggio di Prato che sta per essere inaugurata».
“LA SESIA” (bisettimanale di Vercelli) Venerdì 10 Marzo 2006. SPAZIO SCUOLA.
Nel libro di Adriano Greppi la vita del nostro compagno di classe. “Anche noi cresciamo con Andrea scoprendo il valore della solidarietà“
La malattia, le cure, l’importanza di poter comunicare con il mondo.

“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e non cambia i colori dei vestiti, chi non parla a chi non conosce”:
Con questi versi della poesia “Ode alla vita” di Pablo Neruda, lo scrittore Adriano Greppi ha salutato noi allievi del Lanino e tutti i presenti tra il pubblico, lasciandoci dopo averci regalato un pomeriggio ricco, arricchente, da cui trarre insegnamento e spunti di riflessione.
Martedì 7 marzo, all’Istituto professionale Lanino, nell’ambito del progetto “in biblioteca”, Greppi con entusiasmo e una grande carica d’umanità e sensibilità ha presentato il suo libro “Crescere con Andrea”.
L’incontro è stato moderato e coordinato dalla professoressa Sabrina Campisi.
Il libro dal quale traspare amore, è adatto a tutti: genitori, adulti e adolescenti. Con Greppi, relatori dell’incontro, Attilio Vercelloni, neuropsichiatra infantile, e Lorenzo Proverbio, responsabile delle Edizioni Mercurio. Un incontro all’insegna della condivisione di esperienze di vita.
Adriano Greppi ha raccontato la storia di Andrea, suo figlio e nostro compagno di classe in I B.
Dolce, affettuoso, Andrea è nostro amico e con lui condividiamo tutti i momenti a scuola tra verifiche e tempi per la socializzazione. Una grande carica emotiva è emersa dal papà di Andrea nel parlare a noi giovani: “Voi avete un’età nella quale potete comprendere moltissimi pensieri valutandoli pienamente e avete ancora il cuore molto sereno per poter cogliere il messaggio che vi voglio trasmettere senza alcun pregiudizio o cattiveria”.
Il contatto si è subito stabilito.
L’attenzione viva e l’ascolto non sono mai venuti a meno durante tutto l’incontro. Greppi ci ha raccontato la storia di Andrea, dalla malattia nel secondo anno di vita (le cure, le terapie, i viaggi, gli incontri) all’evoluzione fino ad arrivare alla comunicazione facilitata all’età di 12 anni attraverso la quale ora Andrea può manifestare la sua personalità e sensibilità, il suo mondo che per anni erano rimasti chiusi dentro di lui.
Il titolo del libro è significativo, non poteva essere diverso. La crescita di Andrea rappresenta anche la crescita interiore e spirituale dei genitori.
Il libro è dedicato ad Elvezia, la mamma di Andrea. Rilevante il ruolo della famiglia per Andrea, per noi adolescenti. Un genitore deve essere un fratello, un amico per il proprio figlio. “Impegno, dedizione, amore e metodo” sono fonti di aiuto per un figlio da parte dei genitori.
Il nostro dirigente scolastico, Giuseppe Ferraro ci ha invitati a comunicare con i genitori e a trarre insegnamento da questi incontri. Per lui, e per tutti noi, i genitori di Andrea sono un esempio d’amore e meritano una grande ammirazione.
Il preside ha sottolineato che a scuola abbiamo la possibilità di crescere con Andrea, un’opportunità da cogliere, un arricchimento personale per tutti. Un invito alla speranza, a non rassegnarsi mai, a lottare e a reagire nei momenti difficili per sorridere ai piccoli, grandi traguardi che con tenacia, fiducia e determinazione faranno parte della nostra vita.
Greppi ci ha guidati all’ascolto attento, al rispetto di tutti, alla comprensione, alla solidarietà, all’integrazione. Bisogna abbattere le barriere mentali ed essere liberi di scegliere ed agire responsabilmente. Le sue parole si sono diffuse nella scuola e sono penetrate nei nostri cuori. E’ stato importante un incontro di questo tipo.
E’ fondamentale operare in sinergia tra famiglie, scuola e operatori sociali. La famiglia e la scuola sono nuclei che devono collaborare; sono importanti per noi, per la nostra formazione, per la nostra educazione, per la nostra crescita e in questo pomeriggio ricco lo abbiamo compreso concretamente. Oggi abbiamo assistito e partecipato a una lezione di vita che non dimenticheremo. Interessanti anche gli interventi degli altri relatori.
Lorenzo Proverbio ha evidenziato che i giovani raramente sono abituati a leggere storie di questo genere. La storia di Andrea è reale, autentica, scritta con passione ed amore, tangibili senza nessuna retorica.
Vercelloni ha manifestato la sua emozione per aver seguito le vicende di Andrea e dei suoi genitori anno dopo anno. Si è soffermato sull’importanza del lavorare in rete tra scuola, operatori sociali per ottenere risultati positivi e per il diritto del bambino a una vita serena. Fondamentali l’umiltà e l’ascolto da parte degli operatori e soprattutto le risorse per coloro che convivono con il disagio, affinché ci sia un equilibrio psicologico tra genitorialità e bambino.
Un incontro proficuo, anche e soprattutto per i nostri compagni del corso “Operatore dei Servizi Sociali” che eserciteranno la loro professione proprio nel campo sociale.
Un grazie per questo pomeriggio da incorniciare. Per concludere, una riflessione del signor Greppi e un augurio a noi giovani che accogliamo e di cui facciamo tesoro: “A voi tutti in particolare faccio appello per una maggiore sensibilità nei confronti dei vostri compagni che hanno qualche disabilità. Questo non vuol dire essere compassionevoli, anzi, si deve essere comprensivi e cercare di avvicinarsi a questi ragazzi ed alle loro famiglie con rispetto e gentilezza, come in genere loro si propongono…..
Il mio miglior augurio per tutti voi è di un futuro sereno e felice, ma è anche quello di essere forti, quando la vita vorrà in qualche modo mettervi alla prova”.
www.fondazioneariel.it (sito internet della Fondazione Ariel di Milano) Maggio 2006
“ARIEL a VERCELLI”
La fondazione Ariel di Milano ha voluto ricordare la serata del 4 - maggio - 2006 a Vercelli con un articolo sul proprio sito. Fare clic qui per leggere l'articolo completo
www.oltrelebarriere.net
15 Maggio 2006
“Crescere con Andrea: due genitori che affrontano la vita
con un figlio disabile”
Questo libro narra una storia vera, una storia che, purtroppo,
potrebbero raccontare molte famiglie, non sempre con un lieto fine.
Fare
clic qui per leggere l'articolo completo
Convegno
annuale Associazione acromatici italiani 20 Gennaio 2007
Il 20 gen. 2007 si è svolto a Torino il convegno annuale
del ”Associazione Acromatici Italiani” (vedi locandina
a lato),
il sig. Greppi Adriano è stato invitato ad intervenire sul
tema: “Società e famiglia: accettazione attiva
e realizzazione personale.”
Citiamo alcuni passaggi dell’intervento:
…… La FAMIGLIA, questo piccolissimo Atomo nel mondo
sociale e base della società stessa.
Quando si verifica una situazione di disabilità in una famiglia
questa ha un effetto dirompente su di essa è una vera propria
bomba piovuta all’improvviso e mi rendo conto che è
molto difficile essere pronti di spirito a reagire; solitamente
si vive un periodo di incertezza e di disorientamento, ma dopo aver
diciamo metabolizzato la situazione: devo ricordare che la famiglia
è una risorsa con grandi capacità organizzative, anche
a costo di grandi sacrifici; (dopo la metabolizzazione) si ha quindi
ha la capacità di reagire ai cambiamenti causati da traumi
improvvisi, cambiando la scala delle priorità ed a volte
rivedendo gli scopi fondamentali che ci si erano dati per la vita:
carriera lavorativa, studi, periodi di vacanza ecc.. In alcuni casi,
per fortuna pochi, la famiglia non riesce a superare questo prima
fase e si scioglie, magari non totalmente, ossia con l’abbandono
volontario di un membro di essa. Ecco perché la valutazione
dell’evento può essere : un opportunità di crescita
o solamente una perdita.
Imparare a condividere il significato di un evento all’interno
di una famiglia attraverso la comunicazione e l’obbiettiva
valutazione significa:
-ridurre le ambiguità e le incertezze
-permettere, in genere, ai membri della famiglia di essere sempre
più solidali e quindi dare più stabilità alla
famiglia stessa.
…… Diventa quindi necessario per la famiglia fare delle
scelte, tenendo conto che è necessario accettare in modo
non passivo ma bensì costruttivo la disabilità per
poter aiutare al meglio il proprio figlio o figlia. Questo passaggio
obbligato dell’accettazione è importante quanto difficile
da comprendere (passaggio dall’ideale al reale) io stesso
all’inizio della malattia di mio figlio ho avuto problemi
ad accettare, portavo Andrea a fare terapia e vedendo gli altri
bimbi mi dicevo: mio figlio non è così, è malato
ma è diverso; non accettavo quella condizione, ma purtroppo
l’accettazione non si può raggirare e costi quel che
costi bisogna affrontarla.
…… La famiglia è e rimane: amore, orgoglio, risorsa
per andare avanti, crescita, microcosmo di gioia, punto di riferimento
per tutti i membri.
Questo nonostante gli agenti negativi che possono attaccarla, ma
tutto questo dipende dalla volontà dei componenti e soprattutto
dei patners.
…… Mia moglie ed io dopo aver superato il trauma iniziale
ed aver accettato Andrea con la sua disabilità abbiamo cominciato
a cercare tutto quello che poteva essere d’aiuto ad esso,
non fermandoci dinanzi a nulla, se non per riflettere quale fosse
stata la cosa più giusta da fare in quel momento, cercando
specialisti anche all’estero, come credo molti dei genitori
presenti abbiano fatto, e devo dire che questo percorso molto articolato,
pieno di difficoltà, angosce, dolore, amore ci abbia fatto
crescere molto; alla luce di questi trascorsi oggi possiamo affermare
che Andrea( che oggi frequenta la II superiore) mia moglie ed io
siamo stati e lo siamo tuttora un buon TEAM.
…… A tutti i ragazzi, ma in particolare quelli che sono
qui voglio dire di avere posizioni più morbide con i genitori
che magari si prodigano per far aver loro l’invalidità
che assicura: un aiuto economico, cure mediche e terapeutiche tradizionali
gratuite una persona dedicata a livello scolastico, cosa sempre
più rara, inserimento nel mondo del lavoro grazie alle agevolazioni
legislative …..
Per questa ed anche altre ragioni i ragazzi non si devono sentire
bollati come diversi, anche se comprendo che in questa malattia
come in altre malattie rare il ventaglio della percentuale della
gravità è molto ampio, ma quelli meno colpiti devono
cercare di fare gioco anche per i fratelli che stanno dall’altra
parte del ventaglio. Inoltre, quando maggiorenni i meno colpiti,
potranno anche decidere di chiedere una revisione della propria
posizione alla autorità competente in materia, ma sono quasi
certo che questo non avverrà, perché a quell’età
avranno sicuramente capito che ciò che è stato fatto
lo si è fatto nel loro interesse e per chi dopo di loro ne
avrà bisogno, e, se negli anni hanno dovuto subire qualche
presa in giro dal cafone od ignorante di turno l’avrebbero
subita comunque anche se non avessero dichiarato la propria situazione.
……Ora mi voglio soffermare solo un attimo su quello
che è l’impatto inevitabile delle nuove tecnologie
….che applicate nel campo hanno dato strumenti per migliorare
la qualità della vita delle persone disabili raggiungendo
degli standard qualitativi che fino a qualche anno fa erano inimmaginabili…
La cosa più importante è imparare utilizzare questi
strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione con coscienza.
…… E’ giunto il tempo di parlare di società,
tutti noi sappiamo che essa non è quella che vogliamo o che
avremmo voluto, ma è una società stanca, che lotta
disperatamente per migliorare, ma non ci riesce perché gli
ostacoli da superare ed i mali con cui deve confrontarsi sono moltissimi.
Non mi riferisco solo ai recenti fatti di cronaca dove ragazzi disabili
sono stati oggetto di scherno da parte di compagni di scuola…….
Mi riferisco anche ad un recente sondaggio ISTAT che dice: in Italia
l’analfabetismo è ancora una realtà per 6 milioni
di persone che non sanno ne leggere ne scrivere; 1 italiano su tre
non ha un titolo di studio o ha raggiunto la licenza elementare,
l’analfabetismo di oggi ha due forme: quella originaria presente
soprattutto nelle persone anziane, quella di ritorno propria di
molti giovani che non fanno uso appropriato della scrittura e della
lettura. Giuseppe Pontiggia scriveva: “ Il lessico si riduce
visibilmente d’estensione, ritirandosi sotto i nostri occhi
come una pozza nel deserto. I sinonimi sono sempre più difficili
da trovare, anche perché non si sa cosa siano. E le regole
non si infrangono più, si ignorano”……..
…… Da questo bilancio, non certo imputabile alla scuola
come istituzione in se, possiamo dire, con buone probabilità
di aver ragione, che la gran parte degli altri mali sociali partono
proprio da qui: dalla scarsa cultura.
…… In un quadro sociale molto più complesso di
quanto è stato detto ed in continua evoluzione, è
evidente che la famiglia è una comunità ferita da
una realtà culturale basata prevalentemente sull’individuo
per il quale si sono indeboliti i doveri e la capacità di
donarsi senza necessariamente richiedere un corrispettivo, che è
la base solida de rapporto tra marito e moglie.
…… Quindi non bisogna solo riflettere ma tutti si devono
impegnarsi per porre un freno a questa situazione di disgregazione
e si devono attivare azioni volte a restituire alla famiglia il
ruolo centrale che le spetta nella società e nella formazione
dei figli.
E’ giusto ricordare che: se molte realtà di crisi minano
la famiglia, è anche evidente che vi sono numerosissime realtà
positive che lavorano sotto traccia, senza avere gli onori della
cronaca, ma gettando le basi per un miglioramento della società,
per sostenere le coppie che si trovano a vivere momenti di crisi
e di difficoltà, per testimoniare con la loro vita che è
possibile mantenere le promesse matrimoniali, crescere ed educare
i giovani e che un cammino positivo è possibile.

“LA SESIA ” (bisettimanale di Vercelli) Martedì 11 novembre 2008
“Incontri con l’autore: Sabrina Campisi ha presentato Greppi”
LA PAURA DELLA DIVERSITA'
"e il grande amore dei compagni di scuola"
Cigliano - Continuando le serate dedicate agli incontri con l'autore, organizzate dalla Biblioteca comunale in collaborazione con il comune. Così venerdì 7 (grazie anche all'ass.ne Crescere Insieme) un numeroso pubblico ha potuto incontrare Adriano Greppi, vercellese autore del libro autobiografico "Crescere con Andrea".
Con grande semplicità ed efficacia Greppi ha ripercorso le vicende della sua famiglia, che ha dovuto far fronte alla rara malattia manifestatasi nel figlio (Andrea, appunto) dall'età di due anni; ha raccontato l'angoscia, la confusione e la frustrazione, la ricerca disperata di una speranza, consultando specialisti rintracciati ovunque; e poi cure faticose, costose e scomode, risultati positivi,ma anche grandi delusioni; le difficoltà di inserimento del bambino nelle strutture scolastiche e le incomprensioni e intolleranze di tanti adulti, genitori ed amici, prevenuti e timorosi di fronte alla situazione di quel loro figlio. Ma pure il grande amore e la solidarietà dei compagni di scuola.
Adriano Greppi ha descritto senza rancore, fatti dolorosi di rifiuto, ma anche fatti di grande comprensione e collaborazione. Ora Andrea ha 15 anni segue con successo le lezioni scolastiche, aiutato da insegnanti di sostegno, e, pur non potendosi esprimere a parole, si esprime attraverso le tavole della Comunicazione Facilitata, usando un apposito apparecchio, simile ad un piccolo computer, per dialogare, studiare e rispondere. Un risultato frutto della costanza, della perseveranza dei genitori, di un pizzico di fortuna, nell'aver trovato terapie e terapeuti efficaci, ma anche di tanto coraggio amore e serenità da parte sua. E' un grande esempio di quanto il sostegno della famiglia, l'incoraggiarsi a vicenda, la voglia di vincere la sfortuna di aver incontrato una malattia degenerativa così rara e grave, per cui non esiste un nome o una cura specifica.
Adriano Greppi ha fatto anche notare come l'aggressività, che è tollerata in persone "normodotate", non viene neppure concepita in un disabile: "Non si vuole provare a capire che è provocata da un disagio che si vive, dalla paura, e che, quindi, è una manifestazione di difesa. Questa è una barriera mentale che le persone hanno verso i disabili. Ma quando si riesce a comunicare, la paura si sgonfia e quindi anche l'aggressività".
Moderatore della serata la professoressa Sabrina Campisi che, in conclusione, ha commentato: "La cosa più importante è il sostegno della famiglia: la forza e l'unione, il sostenersi a turno, diventa un gioco vincente pur nella sofferenza".
f.e.
“LA STAMPA” (redazione di Vercelli) Mercoledì 25 febbraio 2009
LIBRANDO –
A cura di Gianluca Mercadante.
STORIA
DI ANDREA UN PAPA’ RACCONTA.
Adriano
Greppi non è uno scrittore, o per lo meno tende a non esserlo in
maniera convenzionale, sebbene in molte sue pagine persista il
tentativo di staccarsi per un attimo dal centro narrativo e divagare
un po’, con le parole.
Nel
caso di “Crescere con Andrea” (Ed. Mercurio, pp. 142, € 12),
una volta compreso lo scopo del libro, è fatale credere che tali
evasioni servano per necessità al narratore, prima che al lettore
finale.
Quando
i libri parlano di vita autentica, del resto, e la prosa si offre a
strumento di verità, lo stile passa automaticamente in secondo
piano. Si ascoltano le voci, si segue (con commossa speranza) la
storia. E la storia di Andrea è la storia di due genitori che
affrontano la trasformazione del loro bambino, la cui vita, iniziata
come quella di tanti altri, cambierà molto presto.
Catapultati
in un attimo nel mondo dei portatori di handicap, Adriano Greppi e
sua moglie raccontano, attraverso l’onnicomprensiva voce di lui, un
percorso di crescita la cui sincerità, è il nudo impegno umano,
hanno fatto di questo libro il successo editoriale che l’ha portato
oggi a una nuova e più elegante edizione. Perché questo non è
soltanto un libro, forse.
E’
la testimonianza di una famiglia che giorno dopo giorno continua a
credere nella “vita”. Nonostante tutto.
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